Vintage è una parola che non mi è mai piaciuta, perché mi è sempre sembrato un modo (poco) carino per evitare di dire vecchio. Eppure ci sono una serie di oggetti vintage che mi ispirano assai. Due.
Il primo di questi è il giradischi. Sono abbastanza vintage, in effetti, da aver usato, da bambino, il mangiadischi. A batterie e portatile, mi cantava le sigle dei cartoni animati e mi raccontava le favole, ricordandomi con un gentile suono di campanello di voltare la pagina. Mi piace il digitale, ma il calore che sa dare un LP – Cristo! – è qualcosa che si deve ascoltare! Così, mi piacerebbe recuperare quel vecchio giradischi che ora è rinchiuso in un qualche armadio a casa dei miei. Potrei ascoltarci le vecchie sigle dei cartoni animati, che ho gelosamente conservato, ma anche – perché no – i 33 giri dei Pink Floyd, dei Led Zeppelin e dei Beatles che appartenevano ai miei genitori.
Il secondo grande totem vintage che vorrei riesumare è il proiettore. A mio padre piaceva un sacco fare i film delle vacanze, ma una volta c’era solo la pellicola. Che fascino, il proiettore! Il buio, il rumore delle bobine, il calore della lampada, lo schermo da montare… Purtroppo il nostro vecchio proiettore si è guastato tanti anni fa e non so se si possa aggiustare. Ebay – comunque – sembra essere abbastanza generoso con questo genere di cose, quindi probabilmente è lì che andrò in cerca, chissà quando, di un valido sostituto.